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Orchidee epifite - Rinvaso

ORCHIDEE, IL RINVASO...E LA LEGGENDA DEL VASO TRASPARENTE...

Articolo del 23 gennaio 2015 ·

"voglio un vaso da orchidee, quello trasparente..." da anni ci sentiamo fare questa richiesta, tant'è che nonostante i miei sforzi nello spiegare le reali esigenze di un'orchidea epifita, alla fine ce li siamo procurati anche noi...quelli trasparenti....è l'unico modo per farsi ascoltare da una persona prevenuta, averli e lasciar scegliere, dopodichè chi vuole informazioni è benvenuto.
LA LEGGENDA E IL COMMERCIO..
Ma come nasce una leggenda così radicata? Beh, tutto ha inizio anni fa, probabilmente in Olanda, dove alcuni produttori di orchidee pensano bene di proporre le loro piante in vasi di plastica trasparenti, perchè più accattivanti, si tratta di marketing insomma. I signori hanno visto che le fioraie le proponevano in vasi di vetro, molto belle (ma con speranze di vita minime se non nulle), e ne hanno fatto una versione economica nella plastica. Infatti c'è chi usa vasi bianchi o neri eppure vivono lo stesso....strano no?
Ma quali sono dunque i vasi ideali per delle orchidee epifite (Phalaenopsis, Cambria, Zigopetalum, Odontoglossum, Oncidium...etc..), ovvero tutte quelle specie che vengono piantate in pezzetti di corteccia e hanno sempre quelle fastidiose radici aeree che tagliamo continuamente ma ricrescono sempre (e meno male!).
In realtà va chiarito un concetto di base: EPI-FITE (dal greco ἐπί "sopra" e ϕῡτόν "pianta") significa "pianta che vive sopra un'altra pianta", nel caso delle orchidee, NON parassita. In realtà non hanno bisogno di un substrato, ne tantomeno di un vaso, le loro radici sono aeree e sfruttano i sali minerali presenti nell'aria e nell'acqua.
Il secondo concetto è: SOLO LE FOGLIE SONO ADIBITE AD EFFETTUARE LA FOTOSINTESI CLOROFILLIANA, (esistono rare eccezioni in piante senza foglie), se vedete delle radici verdognole in genere lo sono solo perchè nel vaso sono sempre umide e la luce rende l'acqua verde, proprio come in una bottiglia lasciata al sole per settimane. A volte hanno la punta scura, verde, e significa che sono attive e magari hanno dei processi di fotosintesi localizzati, ma rimangono radici, non foglie, anche se la sopportano bene la luce, essendo aeree.
LE RADICI delle orchidee monopodiali come VANDA e PHALAENOPSIS sono avvolte da una menbrana spugnosa che viene chiamata VELAMEN. Questa membrana cattura l'umidità presente nell'aria e con essa tutti i nutrienti presenti, che in una foresta sono molti; in natura è ben raro vedere le radici di colore verde, dal momento che essendo all'aperto sono anche arieggiate.
COME SCEGLIERE UN VASO: nell'esempio della foto facciamo vedere quattro tipologie di vaso:
1) il vaso trasparente - in realtà non serve a nulla, e se non ha fori di drenaggio è meglio farglieli. Unica comodità, poter vedere le condizioni delle radici, necessario dal momento che in questi vasi la pianta si trova in un habitat errato, vederle può aiutare a non farle marcire.
2) il vaso semitrasparente - idem come sopra, i fori presenti nell'esempio della foto non sono sufficienti, vanno aumentati.
3) il coprivaso rialzato - carino, e meno male che ha il rialzo interno, ma per la vita della pianta continua a non essere utile. Ricordatevi di svuotare l'acqua ogni tanto.
4) IL VASO DA ORCHIDEA - è un vaso in grès con numerosi tagli laterali che lasciano passare l'aria, creando l'habitat ideale per le radici aeree. Ricordatevi che in questi vasi le piante si irrigano maggiormente, ma non marciranno mai. Se è in altri materiali pazienza, il grès è ottimale, anche come peso per bilanciare la pianta.
IL RINVASO: come va effettuato il rinvaso? posso farlo sempre, anche quando è in fiore? Le orchidee epifite in realtà non hanno una zolla, vaso e terriccio (corteccia) sono solo un supporto, quindi si, si può fare sempre, consiglio di evitare solo la piena estate, perchè il caldo eccessivo già è uno stress per la pianta.
Scegliamo una PHALAENOPSIS per fare un esempio di rinvaso, consideriamo di usare un vaso in cui sta comoda senza bisogno di tagliare radici.
Controllate l'apparato radicale ed eliminate quelle secche o marce tagliando fino al sano. Quindi:
- svasate la pianta, vedrete che la sua zolla si disfa immediatamente.
- scegliete un vaso. In questo caso quello in grès tagliato.
- procuratevi un terriccio "per orchidee". In questo caso lo trovo troppo denso e sminuzzato, oltre ad avere della torba di sfagno insieme alla corteccia.
Quindi mi procuro della corteccia di pezzatura media e la mescolo al 50%. Se avessi piantato in un vaso di plastica senza intagli laterali avrei usato solo corteccia.
- controllando le radici che erano nel vaso ne vedo di marcescenti, quindi le elimino.
- faccio la mescola.
- ne metto un po' sul fondo del vaso.
- quindi sistemo la pianta centralmente e inserisco la mescola che ho fatto, con delicatezza, usando le dita, senza premere con troppa forza.


- una volta soddisfatto irrigo bene inserendo il vaso in acqua fino a sotto il bordo. Con questo tipo di vasi non è necessario andare più a fondo per irrigare, vedrete l'acqua penetrare immediatamente ovunque e dopo un minuto potete già toglierla.
- lasciate defluire l'acqua in eccesso e quindi mettetela al suo posto.


- se volete, iniziate già a concimare, nebulizzando il concime sulla corteccia o direttamente sulle radici.
Usate solo un concime per orchidee e datelo spesso, in base alla specie, soprattutto tra una fioritura e l'altra, considerando di lasciare un periodo di circa un mese di riposo terminata la fioritura, e di ricominciare con dosaggi inizialmente più blandi per poi passare ai dosaggi soliti. L'operazione di fertilizzazione è meglio farla appena dopo aver irrigato, per evitare eccessi salini che potrebbero danneggiare le radici. 
Inoltre IRRIGATE abbondantemente e con regolarità, ad una frequenza che varia in base al periodo stagionale ma può essere anche più volte alla settimana in estate. Una volta garantito il drenaggio,l'arieggiamento e la luce è solo l'umidità che manca.
Ed ecco la nostra phalaenopsis appena rinvasata, come potete vedere ho effettuato il rinvaso in piena fioritura e questo non ha comportato nessun problema per la sua salute. Infatti ha continuato a fiorire tranquillamente per altri due mesi abbondanti, ovviamente questo è stato possibile solo per le sue caratteristiche tipiche di pianta epifita, non fatelo con le piante che hanno un'apparato radicale terricolo.