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La Daboecia cantabrica

Daboecia cantabrica

Famiglia: Ericaceae
Genere: Daboecia
Specie: Daboecia cantabrica / sin. D.polifolia

Detta: "Erica d'Irlanda"


La Daboecia mi ha sempre incuriosito molto per i suoi fiori simili a delle piccole lanternine cinesi, pendule, portate su uno stelo leggermente curvo, neanche fosse il bastone di un qualche pellegrino del medioevo. Il suo aspetto mi ha sempre messo una certa allegria e ancor più da quando ho figli piccoli che si incuriosiscono nello stesso modo ma con sguardi ancor più limpidi in attesa di una qualche sorpresa o di vedere i fiori aprirsi del tutto, cosa che non avviene, visto che è proprio quella la forma finale.

Il genere comprende solo 2 specie di arbusti sempreverdi, originari dell'Irlanda e della Francia occidentali, ma anche della Spagna nordoccidentale, del Portogallo settentrionale e delle Azzorre; solitamente dalle scogliere alle brughiere di montagna.

Da noi si usa la D.cantabrica, dal momento che è la più rustica e resistente al freddo. Le sue foglie verde scuro hanno un fitto tomento argenteo nella pagina inferiore, e dall'inizio dell'estate ad autunno inoltrato produce racemi lunghi 10cm circa , di fiori ovoidali, urceolati con colori che vanno dal porpora violetto al porpora rosato, lunghi 1cm, sbocciano progressivamente lungo gli steli.
L'arbusto risulta solitamente compatto, basso e largo. Ne esistono diverse cultivar che sono state prodotte per ottenere fiori di colori diversi; ne esistono infatti anche a fiore bianco e mangenta acceso.

Come tutte le ericacee, predilige terreni non calcarei, meglio se acidi, con un ottimo drenaggio. Vive in luoghi soleggiati e ben ventilati, ma anche piovosi.
L'unica patologia che prende è il marciume radicale causato da Phytophtora, che si genera quando le condizioni sono inadatte, per esempio terreno poco poroso, ristagni d'acqua etc..

Sopporta benissimo il freddo, fino a temperature minime di -15/-20°C.

Utilizzabile come tappezzante in rocciosi, rive, aiuole di ericacee o acidofile miste.
Anche se fa meno macchia delle altre eriche o callune, trovo che la sua peculiarità meriti un posticino in giardino, soprattutto se in un punto visto da vicino.