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I Rododendri, malattie, potatura, avversità

RODODENDRO

Moltiplicazione e potatura

Moltiplicazione: si possono ottenere nuovi esemplari per seme, talea e propaggine a seconda della specie. La semina (utilizzabile solo per le specie botaniche e non per gli ibridi orticoli)si pratica in febbraio-marzo, in terrine riempite con una miscela di torba e sabbia mantenuta umida, sotto copertura di vetro (avendo cura di arieggiare di tanto in tanto per evitare il formarsi di un ambiente asfittico) e alla temperatura di 14-16 °C. Per le semine effettuate in marzo-aprile basta un cassone freddo ombreggiato o una serra fredda. I semi devono essere ricoperti con un sottile strato di sabbia sia durante la semina che subito dopo la germinazione. Le piantine devono essere ripecchettate, in vassoi o terrine (riempiti con un miscuglio di terriccio di foglie, torba e sabbia in parti uguali), alla distanza di 2-3 cm. l’una dall’altra, non appena si siano formate le prime due foglie vere. Devono essere tenute in posizione ombreggiata e riparata: potranno essere portate all’aperto solo in estate. Il trapianto definitivo potrà essere effettuato nell’aprile dell’anno successivo.

La propaggine può essere effettuata in qualsiasi periodo dell’anno, interrando parzialmente i rami giovani e flessibili, che si trovano alla base della pianta, sotto uno strato di 5-8 cm di terriccio. Per facilitare la radicazione, la porzione di fusto interrata deve essere incisa longitudinalmente. La porzione che invece fuoriesce dal terreno dovrà essere fissata a un tutore per mantenerla eretta. I nuovi esemplari potranno essere staccati dalla pianta madre dopo due anni.

I rododendri possono essere moltiplicati anche utilizzando talee erbacee, in estate, in posizione ombreggiata o talee semi-legnose, in inverno alla temperatura di 16-18 °C. In entrambi i casi le porzioni di ramo (lunghe 5-8 cm. e provviste di una pezzetto di corteccia del ramo portante alla base) dovranno essere messe a radicare in terriccio di castagno o in un miscuglio di torba e sabbia, mantenuto umido. Per facilitare la radicazione (che di solito avviene nel giro di tre settimane) si possono utilizzare prodotti rizogeni. Le talee attecchite dovranno essere trapiantate in vasi di 5-8 cm. di diametro e dovranno essere tenute sotto vetro fino all’aprile successivo, quando dovranno essere spostate in vasi di 7-8 cm. Il trapianto definitivo si effettua in settembre-ottobre o in marzo, avendo cura di tenere il colletto della pianta a livello del terreno e preparando subito dopo una pacciamatura con torba o terra di castagno. Di solito non presenta complicazioni, per la compattezza dell’apparato radicale che caratterizza le specie appartenenti a questo genere.


Potatura: non richiedono una potatura regolare, tranne l'eliminazione dei fiori secchi che inibiscono la vegetazione regolare successiva, sfruttando la pianta.. Quando le piante sono troppo cresciute è consigliabile spostarli in spazi adeguati, piuttosto che sottoporli a potature non necessarie.

Esemplari giovani poco ramificati, invece, miglioreranno in seguito a una cimatura, che ne favorirà lo sviluppo. Dopo la fioritura li si può abbassare tagliando qualche cm sopra all'internodo precedente, rendendo più compatta la crescita per l'anno successivo.

Esemplari cresciuti disordinatamente potranno essere riportati a una forma armonica tagliando tutti i rami a 30 cm. dal terreno, in primavera.

Malattie, parassiti e avversità

- Foglie e boccioli che diventano marroni e appassiscono: temperatura troppo alta e annaffiature insufficienti.

- Gemme che rimangono verdi e fiori che non si sviluppano: terriccio saturo di acqua o esposizione della pianta a correnti di aria fredda.

- Oziorrinco: è un coleottero curculionide che si manifesta con caratteristiche erosioni a forma di semicerchio sul margine delle foglie. Sono attivi specialmente nelle ore notturne. Si possono combattere mettendo un telo sotto la pianta e scuotendola per far cadere gli insetti proprio nelle ore notturne oppure utilizzando un insetticida specifico.

- Ragnetto rosso: acaro che si sviluppa facilmente in ambienti caldi e secchi. Si manifesta con la comparsa di macchie gialle sulle foglie e ragnatele sulla pagina inferiore delle stesse. Se ne può prevenire l’attacco spruzzando le foglie e mantenendo alta l’umidità ambientale (ad esempio ponendo la pianta su una terrina riempita di ciottoli tenuti sempre bagnati, facendo attenzione che l’acqua non raggiunga mai il fondo del vaso). Si combatte con prodotti acaricidi.